Fidarsi è bene, affidarsi è meglio

Qualità dell’aria indoor nelle scuole: le linee guida nel DPCM

Scritto da Redazione Polistudio | 24 November 2022

È dimostrato come la qualità dell'aria indoor sia un requisito essenziale per il mantenimento della buona salute degli studenti, anche per favorire lo sviluppo conoscitivo, e in generale per il personale scolastico composto di docenti e ausiliari.

Evidenze scientifiche sugli effetti e gli impatti sulla salute di numerosi inquinanti dell'aria e di agenti microbici hanno permesso l'identificazione di standard raccomandati dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e adottati in molte legislazioni nazionali, tra cui quella italiana. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPCM che adotta le Linee guida per l’aerazione degli ambienti scolastici ai fini della prevenzione del contagio Covid.

 

Qualità dell’aria indoor nelle scuole: Covid... ma non solo!

La diffusione del Covid è ancora considerata pandemica, perciò nonostante la maggior parte delle limitazioni personali siano cessate (in generale e anche nei contesti scolastici), c’è grande attenzione verso gli agenti microbiologici aerodispersi, per i quali tuttavia non sono ancora stati fissati degli standard di riferimento. Infatti, nel DPCM recente si parla di linee guida e comportamenti da adottare, non ci sono prescrizioni specifiche.

Inoltre, non c’è solo il Covid: la qualità dell’aria è minacciata anche da agenti inquinanti che in un ambiente chiuso e altamente popolato (nelle classi mediamente sono presenti una ventina di persone, anche di più) si concentrano.

Il senso del provvedimento è che migliorare la gestione degli ambienti scolatici e contenere i possibili rischi per la salute significa arieggiare frequentemente gli ambienti, prestare attenzione alle fonti degli inquinanti chimici e dei patogeni sia interne che esterne (come vernici e pitture), alla gestione delle attività (polvere di gesso, laboratori di chimica, eccetera), al numero di occupanti (più le classi sono affollate maggiore è la concentrazione di sostanze dell’aria), alla natura e configurazione degli spazi (l’esposizione solare migliora gli ambienti) e altro ancora.

Normalmente, le prescrizioni sono legate all’osservanza di semplici norme quali:

  • Divieto di fumo in tutto il perimetro scolastico (anche in giardino)
  • Assenza di arredi e materiali realizzati con prodotti inquinanti (vernici e pitture)
  • Igiene e trattamento di pavimenti e superfici
  • Aerazione frequente delle classi

 

Linee guida per impianti di aerazione e purificazione

È possibile agire sul miglioramento della qualità dell’aria indoor nelle scuole anche attraverso interventi più strutturati come l’adozione di dispositivi mobili di purificazione e impianti fissi di aerazione.

Nel documento recante «Linee guida sulle specifiche tecniche in merito all’adozione di dispositivi mobili di purificazione e impianti fissi di aerazione e agli standard minimi di qualità dell’aria negli ambienti scolastici e in quelli confinati degli stessi edifici», allegato al decreto, si raccomanda che l’utilizzo di dispositivi aggiuntivi di sanificazione, purificazione e ventilazione laddove le misure “normali” siano già state intraprese, e ciononostante, sia dimostrato che la qualità dell’aria non sia adeguata.

Nell’allegato al decreto si sottolinea che “È importante sottolineare che l’utilizzo di apparecchi di sanificazione, igienizzazione e purificazione dell’aria provvisti di sistemi di filtraggio delle particelle e di distruzione di microrganismi presenti nell’aria e sulle superfici negli ambienti indoor per il contrasto alla pandemia deve essere finalizzato a integrare, e non sostituire, le principali misure anti-contagio e non può prescindere da o escludere la valutazione delle condizioni microclimatiche e della qualità dell’aria indoor e outdoor, i materiali, i prodotti e le tecnologie di costruzione, le conoscenze e i modelli di comportamento degli occupanti che tengano conto delle misure di prevenzione vigenti e verifica della loro attuazione, la gestione dei rifiuti, le politiche di sostenibilità, e altre soluzioni già presenti o pianificate per il miglioramento della qualità dell’aria indoor e delle superfici”.

Va riconosciuto al Covid di aver fatto riaccendere l’attenzione alla salubrità delle classi scolastiche. Dal momento che l’attenzione deve essere alta verso gli agenti microbiologici e chimici che vengono inspirati da tutta la popolazione scolastica (lavoratori e studenti) è importante pensare alla scuola come un ambiente duplice: da un lato un luogo di lavoro per personale docente, amministrativo e ausiliario, dall'altro lato luogo a cui viene affidato il futuro dell'Italia e non solo.

La tutela della salubrità della scuola è una priorità anche per noi. Se serve una consulenza, non esitare e contattaci subito.