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Piano Gestione Rifiuti Cantiere

Come sappiamo, in cantiere sono presenti numerose imprese esecutrici che lavorano spesso in contemporanea e nelle stesse aree. Risulta indispensabile che il Committente imponga quindi nei contratti d’appalto le clausole necessarie per una corretta gestione dei rifiuti in cantiere, ad esempio, richiedendo un Piano di Gestione dei Rifiuti o, più in generale, un Piano di Gestione ambientale del Cantiere. 

 

Piano Gestione Rifiuti Cantiere: gli aspetti ambientali 

Il cantiere interagisce in tutte le sue fasi con l’ambiente circostante e necessita di controlli e verifiche costanti dei potenziali impatti ambientaliLa presenza di più imprese e il carattere di temporaneità proprio del cantiere complica non poco le attività di controllo e monitoraggio del Committente. 

Individuare quindi le modalità con cui le imprese intendono gestire i rifiuti prodotti in cantiere, prima dell’avvio dei lavori, è senz’altro utile per organizzare e monitorare l’andamento dei lavori di realizzazione dell’opera. 

Uno strumento utile a individuare quali sono gli aspetti ambientali da monitorare è quello dei CAM Edilizia. 

 

I CAM: i Criteri Ambientali Minimi  

I Criteri Ambientali Minimi (CAM) sono i requisiti ambientali definiti per le varie fasi del processo di acquisto della Pubblica Amministrazione, volti a individuare la soluzione progettuale, il prodotto o il servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita, tenuto conto della disponibilità di mercato. 

I CAM sono stati recepiti dal D.lgs. 50/2016 “Codice degli appalti” (modificato dalD.lgs 56/2017), che ne ha reso obbligatoria l’applicazione da parte di tutte le stazioni appaltanti. 

Per il settore delle costruzioni e dei cantieri, ciò comporta che le pubbliche Amministrazioni debbano necessariamente inserire nella documentazione progettuale e di gara almeno le specifiche tecniche e le clausole contrattuali contenute nei CAM Edilizia (introdotti con il Decreto Ministeriale 11 Ottobre 2017). 

Questa previsione normativa va quindi nella direzione di agevolare i criteri con cui i Committenti pubblici possono assegnare e monitorare la corretta esecuzione dell’appalto. 

 

Vediamo ora quali sono i CAM per la gestione del cantiere da cui prendere spunto per la redazione di un Piano di Gestione dei rifiuti di cantiere, anche per il settore privato. 

 

Specifiche tecniche del Cantiere: cosa è bene sapere  

Nella sezione 2.5 del D.M. 11/2017, vengono esplicitate le “Specifiche tecniche del cantiere”. È opportuno che questi aspetti siano contenuti nel Piano di Gestione dei rifiuti di cantiere o nel Piano di Gestione ambientale del Cantiere. 

Vediamo quali sono i punti di attenzione. 

Innanzitutto, le demolizioni e le rimozioni di materiali devono essere eseguite in modo da favorire il trattamento e recupero dei materiali. Questo particolare tipo di demolizione, la cosiddetta “demolizione selettiva”, permette di aumentare l’uso di materiali riciclati e il recupero di rifiuti. 

Nel Piano di Gestione dei rifiuti di cantiere dovranno essere indicati quindi le modalità di realizzazione della demolizione, le tipologie di rifiuti (quali codici CERe le quantità presunte che si ipotizzano di dover gestire, i trasportatori e gli impianti presso cui si prevede di inviare i rifiuti o le modalità di trattamento del rifiuto in cantiere, se opportuno. Tutto ciò tenuto conto dei possibili rischi/impatti (es. produzione di polveri, presenza di rifiuti pericolosi, ecc.) vincoli imposti dai CAM Edilizia che pongono l’obiettivo di inviare a operazioni di preparazione per il riutilizzo, recupero o riciclaggio di almeno il 70% in peso dei rifiuti. 

 

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Al fine di ridurre i rischi ambientali, la relazione tecnica per il cantiere prevista dai CAM Edilizia deve contenere anche l’individuazione puntuale delle possibili criticità legate all’impatto nell’area di cantiere e alle emissioni di inquinanti sull’ambiente circostante, come: 

  • le misure adottate per la protezione delle risorse naturali, paesistiche e storico-culturali presenti nell’area del cantiere 
  • le misure per implementare la raccolta differenziata nel cantiere, oltre che la demolizione selettiva e il riciclaggio dei materiali di scavo e dei rifiuti da costruzione e demolizione (C&D) 
  • le misure adottate per aumentare l’efficienza nell’uso dell’energia nel cantiere e per minimizzare le emissioni di gas climalteranti 
  • le misure per l’abbattimento del rumore e delle vibrazioni, dovute alle operazioni di scavo, di carico/scarico dei materiali, di taglio dei materiali, di impasto del cemento e di disarmo, etc., e l’eventuale installazione di schermature/coperture antirumore nelle aree più critiche e nelle aree di lavorazione più rumorose 
  • le misure per garantire il risparmio idrico e la gestione delle acque reflue nel cantiere e l’uso delle acque piovane e quelle di lavorazione degli inerti 
  • le misure per l’abbattimento delle polveri e fumi anche attraverso periodici interventi di irrorazione delle aree di lavorazione con l’acqua o altre tecniche 
  • le misure per garantire la protezione del suolo e del sottosuolo, anche attraverso la verifica periodica degli sversamenti accidentali di sostanze e materiali inquinanti 
  • le misure idonee per ridurre l’impatto visivo del cantiere, anche attraverso schermature e sistemazione a verde. 

Il Documento deve essere infine tenuto aggiornato nel tempo in funzione dell’evoluzione del cantiere. 

 

Per aiutarti nella corretta gestione dei rifiuti, anche in cantiere, abbiamo realizzato una checklist utile ad individuare criticità e ottimizzare gli interventi correttivi. Scaricala. 

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Davide Biasco

Scritto da   Davide Biasco

HSE Manager . Si occupa di consulenza e formazione in ambito di Health Safety & Environment. Sviluppa analisi di legal compliance sul tema della sicurezza e dell’ambiente. Implementa sistemi di gestione in ambito ISO (14001,9001,45001). Senior Trainer si occupa anche di formazione certificata (AICQ SICEV) dei team leader nell’ambito degli audit di terza parte in conformità alle norme ISO 17021 ed ISO 19011. Copre ruoli di auditor di terza parte per Enti di Certificazione ed è membro di Organismi di vigilanza riferiti ai modello organizzativi conformi al d.lgs 231/01. E’ responsabile della Polistudio Academy che si occupa di alta formazione rivolta agli HSE manager.

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