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Eu-Osha

Lavoro a distanza, smart working, telelavoro, professioni digitali: sono diversi i contesti e le modalità ma il concetto è che il contesto in cui oggi lavoriamo è diventato molto più fluido rispetto al passato. Se è vero che da oltre dieci anni esistono modalità di lavoro che escono dalle sedi ufficiali, è altrettanto vero che negli ultimi tre anni gli eventi globali hanno diffuso a dismisura il ricorso al lavoro da casa rivoluzionando profondamente anche il lavoro degli esperti di sicurezza sul lavoro.

Sul tavolo ci sono più punti interrogativi che punti fermi ma negli ultimi mesi del 2021 l’EU OSHA, Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, ha pubblicato due documenti che iniziano a fare luce sulla tematica e possono essere utilizzati come pilastri per la costruzione di strategie adeguate ai tempi e alle sfide delle aziende.

 

Sicurezza e prevenzione nell'ambiente di lavoro virtuale: i passaggi formali

L’Agenzia europea ha divulgato due nuovi documenti, i quali vanno ad indagare gli ambienti di lavoro virtuale e la valutazione dinamica del rischio con le conseguenze per la salute e sicurezza sul lavoro.

Si parte dalla definizione dell’ambiente di lavoro per dare una concretezza ai nuovi scenari.

 

Definizione di ambiente di lavoro “tradizionale”

Il D. Lgs. 81/2008 definisce ambienti di lavoro quelli destinati a ospitare posti di lavoro, ubicati all’interno di un’azienda, nonché ogni suo altro luogo accessibile ai lavoratori nell’ambito del proprio lavoro.

Nell’ambito della normativa, è considerato luogo di lavoro qualsiasi posto in cui viene svolta l’attività lavorativa.

Il problema è che, particolarmente negli ultimi tre anni, il lavoro si è trasferito in sedi che non hanno più le caratteristiche fisiche delle sedi tradizionali. Sono nati, infatti, gli ambienti virtuali.

 

Cos’è l’Ambiente di lavoro virtuale

Qui entriamo nel merito dei due nuovi documenti pubblicati dall’OSHA.

Il primo dei due si concentra proprio su come il digitale ha influenzato e trasformato gli ambienti di lavoro, introducendo il concetto di ambiente di lavoro virtuale. Gli sviluppi tecnologici legati alla digitalizzazione hanno permesso ai lavoratori, da almeno 10 anni a questa parte, di lavorare in contesti nuovi rispetto alla tradizionale sede di lavoro. Di conseguenza, molti luoghi di lavoro sono diventati esclusivamente virtuali o si sono evoluti in un modello “ibrido”: molti compiti e processi di lavoro vengono eseguiti virtualmente e altri con presenza fisica.

Si arriva così a una definizione di ambiente di lavoro virtuale.

Un ambiente di lavoro virtuale o posto di lavoro virtuale è un posto di lavoro che esiste digitalmente, viene creato e gestito tramite Internet e le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC). Il luogo di lavoro virtuale è anche la rete di più luoghi di lavoro tecnologicamente connessi (tramite rete privata o Internet) senza nessun confine geografico.

Ora che ci sono delle definizioni, si può parlare della tutela del lavoratore nell'ambiente di lavoro. Cosa deve sapere un tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro virtuali?

 

Valutazione del rischio nell’ambiente di lavoro virtuale

Come sappiamo, le misure per tutelare la sicurezza e la salute del lavoratore vanno individuate a partire da un audit sulla valutazione del rischio. Nel digitale non si fa eccezione. Essendo un pilastro dell’approccio europeo alla sicurezza e salute sul lavoro, la valutazione del rischio è il punto di partenza per tutti gli ambienti di lavoro.

 

Come creare un piano di sicurezza nell'ambiente di lavoro digitale

Il metodo da seguire parte dalla metodologia “tradizionale”, prevedendo questi step:

  • Individuare i rischi correlati all’attività di lavoro
  • Trovare le corrette forme di protezione e prevenzione
  • Pianificare e controllare l’attuazione
  • Valutarne l’efficacia e l’efficienza

Nel digitale giocherà un ruolo centrale l’individuazione di nuovi rischi con i quali le aziende non sono abituate ad avere a che fare. Nel luogo di lavoro virtuale si affaccia il rischio tecnostress (qui ne abbiamo parlato dettagliatamente) che consiste in reazioni psicofisiche del lavoratore a sollecitazioni dell’ambiente di lavoro digitale.

Nuovi scenari richiedono nuove analisi.

La tua azienda è una di queste? Allora ti possiamo affiancare nella sfida di creare un ambiente di lavoro perfettamente adeguato e digitale.

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Carlo Dallemulle

Scritto da   Carlo Dallemulle

Laurea in Ingegneria Elettronica nel 2004 presso l’Università degli studi di Ferrara e abilitato all’esercizio della professione nel 2004. Si occupa di consulenza, formazione e valutazione dei rischi in ambito di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro ricoprendo anche il ruolo di R.S.P.P. Membro di Organismi di Vigilanza riferiti ai modelli organizzativi conformi al D.Lgs. 231/01. E’ in Polistudio S.p.A. dal 2004 dove attualmente ricopre i ruoli di R&S Manager e HSE Partner.

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