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Formazione-RSPP--ecco-quello-che-non-ti-dicono-in-aula

Per ricoprire il ruolo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione occorre una specifica formazione RSPP in linea con quanto previsto dall’art. 32 del D. Lgs. 81/08. Il disposto normativo descrive capacità e requisiti professionali della figura che “devono essere adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative”.

In queste poche righe vogliamo quindi proporre una lettura dell’obbligo formativo che va oltre al “semplice” Modulo A, B e C. Vogliamo dare un utile spunto per approfondire la necessità di sviluppo della resilienza organizzativa in ogni tipo di azienda.

 

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Formazione RSPP: da che ragionamento partire?

Per comprendere il tipo di formazione più opportuna per un Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione conviene partire da queste due domande:

A cosa servono tali capacità e requisiti professionali?

Esse sono messe al servizio del datore di lavoro per l’adempimento degli obblighi previsti, con lo scopo comune di assicurare l’adozione delle misure generali di tutela, elencate all’art.15. Tra queste, per esempio, al primo punto dell’elenco “la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza”.

Cos’è la salute?

La definizione del decreto citato recita: “stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in un’assenza di malattia o d’infermità”.

 

Riprendiamo quindi i concetti appena visti e ricomponiamo il tutto (si veda anche l’articolo 33): il legislatore sta affermando in altre parole che il RSPP deve per esempio saper individuare, tra gli altri, i fattori di rischio che compromettono lo stato di benessere inteso non solo come assenza di malattia.

 

Su quale formazione deve contare il RSPP?

Il campo di applicazione è talmente vasto che risulta complesso dare una risposta puntuale e univoca. Tuttavia, è plausibile che, nello svolgimento dei suoi compiti, risultino essenziali ad un RSPP le cosiddette “Non Technical Skills (NTS)”, quelle competenze a livello cognitivo, comportamentale ed interpersonale che non si riferiscono a una specifica professione, ma che sono comuni a diversi settori operativi (fonte INAIL) e che sono alla base di un sistema resiliente.

 

Non Technical Skills per l’RSPP

Le Non Technical Skills raggruppano quell’insieme di competenze che permettono ai professionisti di prevedere possibili esisti negativi e fornire risposte forti a segnali deboli e agire di conseguenza.

Le statistiche sugli incidenti nei sistemi complessi infatti mostrano come i fattori che li determinano solitamente non sono collegati ad una carenza di competenze tecniche, ma a problemi quali:

  • errori di comunicazione
  • disattenzione
  • eccessivo carico di lavoro fisico o cognitivo
  • carenza di consapevolezza della situazione
  • errori nella presa di decisione
  • mancanza di pianificazione
  • eccessivo stress o carico emotivo
  • malfunzionamenti organizzativi.

 

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Formazione RSPP ed effettività organizzativa

Technical o non technical, le competenze di un RSPP devono rispecchiarsi non solo sul suo operato, ma anche (e soprattutto) a tutta l’organizzazione aziendale, questa a sua volta deve essere in grado di recepire in modo puntuale ed efficace azioni e comportamenti necessari a garantire la sicurezza sul lavoro.

L’effettività organizzativa è la chiave per garantire luoghi di lavoro sempre più sani e sicuri. In questo video Vincenzo ci parla proprio di effettività organizzativa, con focus specifico sui modelli organizzativi.

 

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Davide Comunian

Scritto da   Davide Comunian

Davide entra in Polistudio per la redazione delle sua tesi di laurea in Ingegneria della sicurezza civile e industriale all’Università degli Studi di Padova in ambito sistemi di gestione della sicurezza ferroviaria. HS&E Technician, attualmente si occupa di valutazione dei rischi e di sistemi di gestione. Crede nell’importanza del continuo sviluppo professionale e personale non solo nell’ambito tecnico ma anche nelle cosiddette “non technical Skill”.

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